Cenni Storici

Palazzo Galletti, di stile neoclassico sorse nel 1831 su disegno dell’architetto Vittorio Bellini, ordinato dal tipografo Vincenzo Batelli per accogliervi un grande e moderno stabilimento calcografico.

Sulla Facciata alloggiano le statue delle quattro stagioni: la Primavera modellata da Lorenzo Nencini, l’Estate modellata da Giovanni Insom, l’Autunno da Francesco Orzalesi e l’Inverno da Niccolò Bazzanti. Originariamente nel vestibolo trovava posto una Minerva anch’essa del Bazzanti, un apocrate Dio del silenzio, di Emilio Fantarelli oltre ai quattro poeti Dante, Petrarca, Ariosto e Tasso. Si ha notizia inoltre come nell’atrio fosse disegnato un grande orologio di pregevole fattura.

La facciata è simmetrica, al piano terra si riscontra il tipico paramento a bozze lisce e tre portali centinati, ai piani superiori due finte logge centrali ad arco affiancate da finestre architravate, splendido l’ingresso scandito da colonne ioniche trabeate ornato con stucchi e scala a pozzo su tre rampe con balaustra marmorea a volta di padiglione con lucernaio, il cancello d’ingresso è opera in ferro di pregevole fattura, menzionato da Dezzi Bardeschi che lo include nelle opere in ferro di pregevole fattura: “è a partire dagli anni della Restaurazione lorenense che la presenza del ferro nelle architetture fiorentine si fa meno rara: ed ecco solo per citare alcuni esempi quell’autentico capolavoro di design neoclassico che è la cancellata d’ingresso del giardino di Boboli dalla parte di Annalena (Cacialli, 1820), le belle rostre che sovrastano i portoni d’ingresso del principe Borghese in via Ghibellina (Baccani, 1821) quell’incredibile insieme di puro virtuosismo tecnologico che è la scala autoportante a spirale dell’Istituto della SS. Annunziata in Via della Scala (Martelli, 1825) e ancora quel pezzo di abilità che è il portone dello stabilimento tipografico Batelli in Via S. Egidio (Bellini, 1831-1833).”